Skip to content Skip to footer

MENU

Se consideriamo l’arte moderna – quella che è veramente arte – nei suoi rapporti con la vita pubblica, notiamo subito la sua incapacità di influire su questa vita pubblica, malgrado gli sforzi più nobili. La causa prima è questa: l’arte, puro prodotto della cultura, non è nata dal caldo seno della vita, e, ridotta a una pianta di serra, oggi non può in alcun modo mettere radice al sole e al clima naturali del tempo presente. L’arte diventa proprietà riservata d’una categoria d’artisti, procura gioia solo a chi è in grado di capirla e, per essere capita, presuppone studi particolari, estranei alla vita concreta […]. L’unica cosa che dovrebbe essere in grado di fare, nella missione che le è stata assegnata e che si sforza di compiere – quella di diffondere la cultura –, l’arte moderna non può farla, per la semplice ragione che l’arte, per avere una qualsiasi influenza sulla vita, deve essere essa stessa come il frutto di una cultura naturale, cioè di una cultura che viene dal basso, perché l’arte non sarà mai capace di seminare la cultura dall’alto verso il basso.

R. Wagner, L’opera d’arte dell’avvenire, Milano, Rizzoli, 1963, pp. 139-140.


Le grandi innovazioni artistiche sono prima di tutto delle innovazioni culturali. Le riflessioni di Wagner che accompagnano l’elaborazione delle sue opere poetiche, musicali e teatrali al tempo stesso, sono riflessioni che procedono da un’istanza politica, che rappresenta una questione ancora oggi centrale nell’arte contemporanea, quella cioè della sua fruibilità, della sua potenzialità di agire nei confronti del reale, della vita pubblica. Il problema posto da Wagner nel 1849 è ancora totalmente irrisolto. La cultura popolare appare oggi perduta (o residuale) di fronte alla omologazione fra le classi sociali completamente compiuta grazie della diffusione dei social media. Come affrontare allora la questione della diffusione della cultura che l’arte non pare più in grado di assolvere? Forse il compito di far capire l’arte contemporanea può essere assolto proprio dai festival, proprio come tentò di fare Wagner a Bayreuth, in questo momento in cui si sta riflettendo sulla loro funzione culturale. Testimonianze ricerca azioni è giunto alla sua decima edizione, e la proposta che ha portato avanti in questi anni appare più viva che mai. Quella cioè di sottrarsi alle specializzazioni legate alle vecchie distinzioni disciplinari, e di proporre i lavori degli artisti nella loro completezza, non solo come momenti di spettacolo, ma anche nei loro aspetti di studio, di confronto, di contaminazione. La funzione di un festival è anche quella di offrire l’opera d’arte nella sua intima natura di composto, fatto di ricerca e di lavoro sulla scena; di mettere a nudo tutto il complesso di pensiero e di immaginario, di errore e di scarto, che porta all’esito finale. Solo così, solo mostrando gli elementi bassi che stanno alla base dell’opera, è possibile umanizzarla, renderla comprensibile come operazione creativa e culturale. […] E per fare ciò abbiamo sempre creduto che fosse indispensabile lasciare spazio alle testimonianze degli artisti e degli studiosi intorno ai problemi che si pongono all’origine di ogni opera d’arte, lasciare spazio alla ricerca, creando i luoghi e i tempi nei quali sia possibile raccontare lo sviluppo di un percorso, con i suoi vicoli ciechi, le sue frustrazioni, i suoi tempi morti. Infine creare gli spazi perché le azioni degli artisti potessero contagiare, con la visione di cui sono portatrici, la percezione quotidiana del mondo, mettendola in crisi. Questa è l’idea di comunità che nasce in occasione di una dimensione festiva, che rimanda a un senso di appartenenza solo dopo aver attraversato con profonda consapevolezza la propria condizione, che si definisce attorno ad un’esperienza culturale partecipata, e quindi, finalmente, capita.


(C. Tafuri, D. Beronio, Prefazione, in Iid. (a cura di), Teatro Akropolis. Testimonianze ricerca azioni, vol. X, Genova, AkropolisLibri, 2019)

Teatro akropolis
Newsletter

Iscriviti alla newsletter, ricevi in anteprima informazioni su spettacoli, eventi, libri, corsi e accedi a promozioni speciali.

Teatro Akropolis ETS © 2024

Go to Top