Studio per solo con spettri nasce dal gruppo di ricerca coreografica archivia, che trasforma il repertorio di Monica Francia in un campo vivo di memoria e gesto. La performance, arricchita dal workshop Allenamento per spettri, esplora collettività e visibilità a partire da pratiche che riconfigurano postura, percezione e sguardo, per prendere spazio, dire no, fare resistenza e immaginare un’epica femminista.
Di Zoe Francia Lamattina, Ida Malfatti | Con Alba Nannini Urabayen, Chiara Cecconello, Elisa Zanoni, Ida Malfatti, Sara Zannoni, Zoe Francia Lamattina e i partecipanti al laboratorio Allenamento per spettri | Training Fisico e materiali coreografici: Monica Francia | Suono e cura delle voci: Chiara Cecconello | Tecnica e Luci: Sara Zannoni | Produzione CorpoGiochi ASD, gruppo nanou | Con il sostegno di: Teatro Akropolis, Masque Teatro
Zoe Francia Lamattina (1998), Ida Malfatti (1997) e Monica Francia (1961) si incontrano nel 2021 nel contesto del gruppo di ricerca coreografica transgenerazionale e transdisciplinare archivia. Nel giugno 2025 debuttano nel Ravenna Festival con la loro prima produzione, con dieci interpreti e la partecipazione speciale della cittadinanza, dal titolo FRAGOLESANGUE (produzione Ravenna Festival, coproduzione Nanou Associazione Culturale ETS). La collaborazione tra le tre autrici avviene nell’orizzonte di una particolare attenzione ai linguaggi e alle sperimentazioni contemporanee, aprendo un cantiere creativo dove le specifiche competenze ed esperienze si mescolano con l’obiettivo di fare nuovi futuri coi passati e viceversa.
In residenza a Teatro Akropolis a maggio 2026.
Ph. Sydney Mexea
DIARIO DI BORDO
Attraverso un approccio audace e rigenerativo, il gruppo di ricerca coreografica archivia scardina l’idea della memoria come irreversibile depositaria del passato, trasformandola in una materia viva in continuo divenire. Il lavoro di Zoe Francia Lamattina e Ida Malfatti trae la sua unicità dal fatto che la stessa creatrice delle pratiche in studio, Monica Francia, sia un membro attivo e presente nel gruppo: il dialogo con il suo archivio non si sviluppa soltanto tra le nuove performer, ma si intreccia con la fonte originale. Un patrimonio aperto, in costante evoluzione e attualizzazione, che scopre necessario un allenamento quotidiano, diventando il cuore pulsante dell’intero processo.
È da questa urgenza creativa che prende forma Studio per solo con spettri, il progetto in residenza ad Akropolis, e Allenamento per spettri, il workshop ideato dal gruppo per condividere, sperimentare e rimettere in moto pratiche di movimento e di memoria.
Il lavoro si sviluppa come un vero e proprio atto di presa di coscienza del corpo, della sua presenza nello spazio e della sua rete irriducibile di relazioni. Non si è mai soli in scena, né nella vita: attorno a noi orbitano forze invisibili, dinamiche spaziali, presenze e “vocine” che ci muovono, ci parlano, ci spingono a reagire. Per archivia, questi sono gli spettri – entità che sul palco trovano una materializzazione concreta, incarnandosi nei corpi e nelle voci del resto del gruppo.
Ed è proprio la voce a segnare lo scarto più interessante in questa ricerca: un elemento che non appartiene all’archivio originario ma che qui plasma la performance attraverso un’inedita dimensione uditiva. La voce accompagna, canta, evoca e chiama a sé, ampliando il senso della percezione spaziale e donando al lavoro un’aura volutamente soprannaturale. Corpi e voci che emergono e svaniscono nell’ombra si alternano a bagliori di luce dorata che regalano alla scena un respiro epico e solenne, trascendentale.
Studio per solo con spettri si rivela così un’esperienza intensa e trasformativa: un lavoro che è al contempo un rito di passaggio e un’esplorazione profonda, dove prendere spazio e trovare la propria voce diventano atti di pura riappropriazione di sé. Un materiale d’archivio che si dimostra ancora estremamente fertile, capace di generare nuova vita e nuove visioni.
