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Yerma, adattamento e riduzione a monologo dell’opera teatrale di Federico García Lorca, è un lavoro di ricerca sulla parola e sul corpo incentrato sul tema della maternità, La protagonista, chiamata dalla Natura a un mandato generativo e condannata a non poter portare a termine questo compito, viene sedotta dalla hýbris di poter generare autonomamente, inaugurando un processo di metamorfosi da donna a creatura dionisiaca fino al compiersi del suo tragico destino.

La compagnia teatrale VaPiBò, composta da Thaiz Bozano, Federico Pitto e Anna Varaldo, si è formata nel 2019 dalla volontà dei suoi componenti di sperimentare tutti i linguaggi possibili del fare teatro. In questa prospettiva VaPiBò si propone di mettere in scena testi di drammaturgia contemporanea e scoprire i temi della contemporaneità nel repertorio del teatro classico. 


In residenza a Teatro Akropolis e a Villa Durazzo Bombrini a marzo, aprile e maggio 2023


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Ph. Giulia Cantone e Matilde Pisani

VaPiBò. Yerma

Quando ad essere ospitato in residenza in un teatro è un gruppo proveniente dalla stessa città in cui il teatro si trova si crea una situazione particolare. Si tratta di stabilire un luogo “altro” in uno spazio “familiare”, in un contesto urbano che è comune, condiviso da chi il teatro lo gestisce e da chi utilizza la sala per condurre la residenza. Spesso la residenza è l’occasione per proseguire uno studio o per intraprendere un percorso creativo in uno spazio diverso da quelli che si frequentano abitualmente, spesso cambiare città crea delle condizioni che favoriscono la concentrazione. Ma quando si può lavorare in un luogo che appartiene alla propria città si realizza una condizione altrettanto favorevole, perché è proprio nel contesto abituale di lavoro che si scopre la possibilità di un’occasione di studio ulteriore, un momento inaspettato di scoperta di sé e dei propri spazi. Si apre un piano ulteriore, una nuova dimensione della città, anche solo grazie alla frequentazione di una sala speciale. Che ci porta altrove, pur mantenendoci nei luoghi che abitiamo.

Tutto questo è emerso nel confronto con la compagnia VaPiBò, nel dialogo con Thaiz Bozano, Federico Pitto e Anna Varaldo. La decisione di lavorare su un testo di Lorca, che era nata come una ipotesi di lavoro che non è mai stata abbandonata, ha preso corpo proprio durante la residenza. Si è definita nei personaggi, nella scelta di Francesca Santamaria Amato come unica attrice in scena, e in quella di affidare a Claudia Monti la coreografia delle partiture fisiche. Sempre mantenendo un intenso scambio fra l’idea e la sua realizzazione, fra il prima e il dopo, fra la città e il teatro.

A cura di David Beronio

Teatro akropolis
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