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Romeo e Giulietta è un progetto volto a condurre una ricerca sul testo shakespeariano con l’intento di dare espressione al carattere di commedia grottesca dell’opera, alleggerendo il tema dell’amore gentile a favore di quello carnale e passionale. Per la prima volta Bernardo ha voluto coinvolgere 10 giovani artisti provenienti da tutta Italia selezionati tramite call.

Bernardo Casertano è attore, autore e regista. La sua formazione artistica è segnata da personalità come Eugenio Barba, Giancarlo Sepe, Pierpaolo Sepe, Sabino Civilleri, Manuela Lo Sicco, Jean Paul Denizon, Andrea Baracco, Andrea de Magistris. Al cinema ha lavorato con Alessandro Dalatri, Paolo Genovese, Manetti bros, Paolo Vari, Carlo Verdone, Alessandro Avellino, Francesco Vicario. La ricerca di Casertano in ambito teatrale è orientata verso la centralità del corpo come via primaria di espressione.

 

In residenza a Teatro Akropolis a marzo 2023.

 

 

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Ph. Sydney Mexea e Barbara Bertolotti

Bernardo casertano. Romeo e Giulietta.

È molto raro avere l’occasione di assistere alla nascita di un lavoro teatrale. Spesso le prove vengono aperte quando il lavoro ha già preso una forma definita, si invitano critici ed operatori ad assistere al passaggio tra la bozza e la fase di finitura. In questi giorni, a Teatro Akropolis, Bernardo Casertano sta lavorando al suo nuovo spettacolo cominciando dalla primissima fase, quella della pura ricerca, della raccolta dei materiali, dell’osservazione dei corpi e dei gesti degli attori. Il gruppo al lavoro è di quelli che si creano per i progetti importanti: otto attrici, due attori, provenienti da tutta Italia, che lavorano in sala con Casertano, attore egli stesso, autore e regista. Non è superfluo indicare queste qualifiche perché l’altra occasione rara, oltre quella di vedere uno spettacolo nel suo primo momento germinale, è quella di vedere al lavoro un attore che sottrae se stesso alla scena; vedere che è in grado di rivolgere il suo sguardo agli altri attori dal di fuori, lo stesso sguardo abituato a rivolgersi alla scena dall’interno.

Ecco, lo sguardo: forse è proprio lo sguardo il fuoco di questo lavoro sul dramma di Shakespeare: Romeo e Giulietta si amano dopo essersi scambiati i loro sguardi. Esistono finché si cercano, finché i loro occhi scandagliano il buio alla ricerca dell’altro. Gli sguardi vengono appagati per un attimo, un istante brevissimo, la loro notte termina prima che si rendano conto di averla effettivamente vissuta. La morte che li attende sta per chiudere i loro occhi, le luci di scena che si spengono stanno per chiudere gli occhi del pubblico, che non vedrà più né attori né personaggi. 

Il lavoro che Casertano sta conducendo si basa sulla impossibilità della persistenza di una relazione: quando due corpi si s’incontrano sulla scena, interagiscono per il tempo brevissimo in cui il loro incontro mantiene viva la sorpresa, mantiene aperto l’imprevisto: appena la loro azione si definisce, e si deposita in qualcosa di riconosciuto, si scioglie. I due corpi si allontanano, vanno alla ricerca di qualcosa d’altro. Romeo e Giulietta ci interrogano perché il loro incontro è così breve, i loro occhi si chiudono quasi subito, si concedono uno allo sguardo dell’altra e immediatamente si sottraggono al nostro sguardo. Diventano ombre, diventano sogni. A dream itself is but a shadow, perfino un sogno non è che un’ombra, commenta Shakespeare in un altro dramma.

 

A cura di David Beronio

Teatro akropolis
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