Skip to content Skip to footer

MENU

Matrice_Da Ana Mendieta – Prima tappa della Trilogia: La questione del linguaggio corporeo

e l’arte di A. Mendieta, C. Cahun, S. Moon | Alessandra Cristiani / PinDoc

Matrice, ossia alla foce di se stessi. Il corpo come Mater, condizione generativa e trasformativa. Luogo attraversato e attraversabile, infinite le sue nature, indecifrabili i suoi sigilli. Con pudore cerco la via per retrocedere alla sorgente, nella visione di un corpo originario e salvifico, colmo e cavo, nell’utopia di una terra lentissima e propizia. Cerco nella performance una strategia esistenziale, la ritualità di un viaggio che possa ricongiungermi a un innato sapere percettivo, all’innesco delle forze primarie, alle loro pulsioni vitali. La corporeità radica. È qualcosa che battezza, che intrappola, che libera. Desidero la concretezza della sua lingua.

Alessandra Cristiani è performer e danzatrice. Dal 1996 indaga il pensiero e la pratica dell’Ankoku Butoh. Studia danza contemporanea con Moses Pendleton, Giovanna Summo, Domenique Dupuy, Hervè Diasnas; tecniche del mimo trasparente con Hal Yamanouchi; danza butoh con Masaki Iwana, Akira Kasai, Akaji Maro, Tadashi Endo, Ko Murobushi, Yoko Muronoi, Hisako Horikawa, Toru Iwashita, Daisuke Yoshimoto, Yuko Kaseki. Crea e dirige, con la compagnia Lios, la rassegna internazionale di danza butoh Trasform’azioni (2001-2011). Lavora come solista e, stabilmente, nella compagnia Habillé d’eau diretta da Silvia Rampelli (Premio Ubu 2018 per lo spettacolo Euforia), presentando i suoi lavori in Italia, Polonia, Bosnia, Francia, Stati Uniti.

 

Residenza a Teatro Akropolis e a Villa Durazzo Bombrini a ottobre 2022. 

 
Previous slide
Next slide

Ph. Sydney Mexea

Teatro akropolis
Newsletter

Iscriviti alla newsletter, ricevi in anteprima informazioni su spettacoli, eventi, libri, corsi e accedi a promozioni speciali.

Teatro Akropolis ETS © 2024

Go to Top