
Durata: 40′
Spettacolo in forma di studio presentato in occasione della residenza artistica. A seguire incontro con gli artisti.
Analisi della bellezza mette in scena la tensione fra due sistemi estetici solo apparentemente inconciliabili – il barocco e il minimalismo – esplorandone i cortocircuiti e le possibili convergenze creative. La ricerca attraversa la forma e la sua disgregazione, il corpo come luogo di ascolto e trasformazione, l’ibridazione di codici e frequenze percettive, il conflitto costante tra ordine e caos, struttura e rottura.
Lo spettacolo si apre alla presenza in scena dei partecipanti a un workshop realizzato nei tre giorni precedenti la messa in scena, che rende la performance uno spazio di sperimentazione collettiva in cui la ricerca di OPERABIANCO si intreccia con corpi e sensibilità plurali.
Workshop e spettacolo si sviluppano all’interno della residenza artistica svolta presso Teatro Akropolis, in cui OPERABIANCO approfondisce uno dei nuclei centrali del proprio linguaggio coreografico: il dialogo con la storia della pittura, della rappresentazione e della rappresentazione della morte. Tornando alle origini del tableau vivant come territorio di indagine sull’anatomia e sull’immagine, la ricerca si confronta con riferimenti quali Bill Viola, Susan Sontag, Sergej Paradžanov e Francisco Goya, intrecciando visione, corporeità e memoria in una riflessione radicale sullo sguardo e sul tempo.
Ideazione, coreografia regia Marta Bichisao, Vincenzo Schino | Performer Marta Bichisao, Beatrice Leonardi, Luca Piomponi e i partecipanti al workshop Analisi della bellezza | Produzione PinDoc, OPERABIANCO
OPERABIANCO è un gruppo di ricerca artistica fondato da Marta Bichisao, danzatrice e coreografa, e Vincenzo Schino, regista e artista visivo. Dal 2006 sceglie l’universo teatrale come spazio privilegiato di esplorazione, attraversando linguaggi differenti che intrecciano danza, performing art, arti visive e video. Operando in spazi teatrali e non convenzionali, OPERABIANCO costruisce una scena aperta a drammaturgie complesse, dando vita a esperienze immersive che mettono in discussione le modalità consuete di fruizione e invitano il pubblico ad assumere posture e punti di vista alternativi. La ricerca indaga la dialettica tra comico e tragico nel rapporto tra performer e scena, tra l’umano e l’universo che lo circonda. La cultura cinematografica attraversa la visione artistica del gruppo, traducendosi in un continuo slittamento tra primo piano e campo lungo, tra ritratto e paesaggio, come dispositivi di composizione dello sguardo e dell’esperienza.
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