
Workshop condotto da Bernardo Casertano
Il workshop prende forma da una rilettura radicale della figura di Lucignolo nella favola di Pinocchio, intesa non come personaggio secondario o funzione narrativa, ma come territorio sensibile da attraversare. Lucignolo emerge qui come corpo inquieto e vulnerabile, attratto dall’alterità, dalla deviazione, da una libertà che non chiede giustificazione né redenzione.
Non interessa salvarlo né condannarlo, ma abitarne la soglia: lo spazio fragile in cui il desiderio resta senza parola, l’ammirazione si trasforma in turbamento, la leadership diventa maschera per non essere abbandonati. In questa prospettiva, il legame tra Lucignolo e Pinocchio si rivela asimmetrico e silenzioso, attraversato da una tensione affettiva che parla di perdita, gelosia lieve e malinconia.
Il workshop si configura come luogo di ricerca corporea e percettiva, rivolto a chi rifiuta letture semplificate e non cerca personaggi da interpretare, ma esperienze da attraversare. Il corpo è inteso come forma di pensiero, materia che sbaglia, cade, insiste, ride; la mente non governa, ma ascolta. L’attenzione si posa sulle persone, sugli oggetti, sulle presenze apparentemente mute, fino a lasciarle emergere come portatrici di senso.
Non si tratta di un laboratorio orientato alla performance o al miglioramento tecnico, ma di uno spazio di disponibilità e rischio, in cui perdersi diventa condizione necessaria. Lucignolo non indica una direzione giusta: invita a sostare nel margine, a sospendere il controllo, a restare nell’incertezza come atto di verità.
Entrare in questo lavoro significa accettare di non sapere subito, di esporsi allo sguardo e alla trasformazione, riconoscendo nel corpo il luogo in cui il pensiero prende forma. Lucignolo è lì, per chi è disposto a deviare.
APERTO A PERSONE CON O SENZA ESPERIENZA.
Bernardo Casertano attore e regista nato a Caserta, si diploma presso l’Accademia Teatro Azione di Roma. Si forma e lavora: Odin Teatret di Eugenio Barba, compagnia Dynamis, Giancarlo Sepe, Danio Manfredini, Roberto Latini, Ilaria Drago, Anton Milenin, Sabino Civilleri, Manuela Lo Sicco (compagnia Sud Costa occidentale di Emma Dante), Roberto Castello, Muta Imago, Kevin Crawford (Roy Hart Theatre), Jean Paul Denizon, Francesco Villano. Dirige e interpreta “Dino” -da “Il re del plagio” di Fabre- al Festival “Testimonianze ricerca azioni” Teatro Akropolis di Genova, all’International Theatre Forum “Alter Ego” Sofia (Bulgaria), primo lavoro di una trilogia sulla “Condizione umana”; seguirà “Caligola-Assolo.1”, dal “Caligola” di Camus con cui apre il Festival Todi Off e il Festival Opera Prima a Rovigo, vincendo “in metamorfosi” – Residenze per la ricerca teatrale ”. Charta è l’ultimo tassello che completa la trilogia, da Affabulazione di Pasolini e Pinocchio di Collodi nella trasposizione di Carmelo Bene, metafora farsesca sulla genitorialità. E’ vincitore del bando cura 2024 con il progetto “Che buffi saremo se non ci avranno nemmeno avvisati” sostenuto da Elsinor produzioni teatrali/Teatro Cantiere Florida , Teatro Akropolis, Fortezza Est.
Date e orari: sabato 14 febbraio 2026, dalle ore 14 alle ore 19 e domenica 15 febbraio 2026, dalle ore 10 alle ore 13
Costo iscrizione: 15 €
Numero massimo partecipanti: 15
Il workshop sarà attivato al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti.
Per effettuare l’iscrizione compila il form sottostante.
Il versamento della quota di iscrizione avverrà il primo giorno di workshop.
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