
Durata: 50′
Spettacolo in forma di studio seguito da incontro con gli artisti, presentato al termine della residenza artistica svolta a Teatro Akropolis.
Con la fine dell’estate, il concerto
Da Juste la fin du monde – Jean Luc Lagarce
Mise en lecture. Primo studio
Con la fine dell’estate, il concerto è un progetto performativo ispirato a È solo la fine del mondo di Jean-Luc Lagarce. Un primo studio come mise en lecture, che trasforma il testo teatrale in un’esperienza sonora e polifonica, costruita come l’ultimo concerto di un cantante, l’addio al suo pubblico. L’occasione si traduce in una performance dal vivo: un flusso continuo di voci che si sovrappongono, monologhi interiori, frammenti di dialogo, interruzioni, silenzi e paesaggi sonori. L’ultimo concerto diventa lo spazio della memoria e dell’assenza, un luogo in cui la parola tenta di farsi esperimenti di comunicazione che non avviene, la distanza tra l’intenzione e la parola, tra il desiderio di annunciare una fine e l’incapacità di formularla. Attraverso una drammaturgia sonora corale, il progetto mette al centro l’impossibilità di dire e il tentativo disperato di lasciare una traccia di sé. Con la fine dell’estate, il concerto è un’opera sull’arte come ultimo gesto e fallimento: un addio che non si compie, una fine che non viene nominata, destinata a esistere solo nell’ascolto.
Di e con Bernardo Casertano
Bernardo Casertano attore e regista nato a Caserta, si diploma presso l’Accademia Teatro Azione di Roma. Si forma e lavora: Odin Teatret di Eugenio Barba, compagnia Dynamis, Giancarlo Sepe, Danio Manfredini, Roberto Latini, Ilaria Drago, Anton Milenin, Sabino Civilleri, Manuela Lo Sicco (compagnia Sud Costa occidentale di Emma Dante), Roberto Castello, Muta Imago, Kevin Crawford (Roy Hart Theatre), Jean Paul Denizon, Francesco Villano. Dirige e interpreta “Dino” -da “Il re del plagio” di Fabre- al Festival “Testimonianze ricerca azioni” Teatro Akropolis di Genova, all’International Theatre Forum “Alter Ego” Sofia (Bulgaria), primo lavoro di una trilogia sulla “Condizione umana”; seguirà “Caligola-Assolo.1”, dal “Caligola” di Camus con cui apre il Festival Todi Off e il Festival Opera Prima a Rovigo, vincendo “IN METAMORFOSI – Residenze per la ricerca teatrale 2019”. Charta è l’ultimo tassello che completa la trilogia, da Affabulazione di Pasolini e Pinocchio di Collodi nella trasposizione di Carmelo Bene, metafora farsesca sulla genitorialità. E’ vincitore del bando cura 2024 con il progetto “Che buffi saremo se non ci avranno nemmeno avvisati” sostenuto da Elsinor produzioni teatrali/Teatro Cantiere Florida , Teatro Akropolis, Fortezza Est.
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