
Durata: 60′
Spettacolo in forma di studio seguito da incontro con gli artisti, presentato al termine della residenza artistica svolta a Teatro Akropolis.
Gli odori agiscono in profondità sull’esperienza umana: evocano ricordi, attivano emozioni e producono reazioni corporee difficili da controllare e da verbalizzare. A differenza di luce e suono, l’olfatto implica un contatto fisico diretto: particelle che entrano nel corpo e attivano memorie profonde, intrecciando identità, spazio e percezione.
In una società dominata dall’immagine, pathosmells propone un’esperienza rara e radicale, mettendo in relazione la performatività con la ricerca sugli odori e il legame tra olfatto e memoria corporea, configurandosi come un evento unico nel suo genere in cui il corpo diventa luogo di attraversamento sensoriale e conoscitivo. Il progetto prende forma nella creazione di archivi e in un solo di danza di Paola Bianchi, nato dal coinvolgimento di un gruppo eterogeneo di persone e sviluppato durante le residenze alla University of Arts di Linz (2025) e a Teatro Akropolis (2026).
La ricerca è stimolata da OLFAC, progetto europeo transdisciplinare che intreccia arti, studi culturali e dei media, antropologia, psicologia, neurobiologia e chimica, con l’obiettivo di sviluppare una teoria della performatività olfattiva e ridefinire il ruolo dell’olfatto come forza critica nell’interazione tra estetica, politica e sensi.
Concept Paola Bianchi, Stefano Murgia | Coreografia e danza Paola Bianchi | Suono Stefano Murgia | Residenze ERC project OLFAC – Olfactormativity, Exploring The Intervening Performativity Of Smell, University of Arts Linz | Produzione PinDoc | Con il contributo di MIC, Regione Siciliana
Paola Bianchi è una delle figure più rilevanti della danza contemporanea italiana. Coreografa, performer e teorica, dal 1989 sviluppa una ricerca rigorosa sul corpo come archivio di memoria, storia e relazione. Ha presentato i suoi lavori in festival e teatri nazionali e internazionali (Fabbrica Europa, Biennale Danza, Santarcangelo, Festival Equilibrio, Théâtre de la Ville). La sua pratica unisce radicalità formale e profondità teorica, con una metodologia dichiaratamente transdisciplinare che integra contributi da antropologia, psicologia, neuroscienze, estetica, studi culturali e pratiche somatiche. Vincitrice del Premio Rete Critica 9¾, Bianchi è considerata una delle voci più autorevoli della ricerca coreografica italiana.
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