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Il duende “è un potere misterioso che tutti sentono e nessun filosofo spiega”, che sembra dare anima ad ogni forma d’arte e, al contrario della musa e dell’angelo, va risvegliato nelle profondità del sangue attraverso una lotta interiore dell’artista stesso. Non è facile dare una definizione univoca del duende: lo stesso Federico García Lorca, nel testo che dà il titolo a questo concerto, ne parla utilizzando parafrasi, esempi e versi poetici, mettendolo spesso a confronto con ciò che non è duende o non ne è pervaso.
Il programma del concerto dedicato a Federico García Lorca è ispirato all’atmosfera andalusa, fortemente legata al concetto di duende, conduce l’ascoltatore in un percorso tra compositori che hanno condiviso con lui questa estetica o che lo hanno voluto omaggiare.
Mario Strinati e Matilde Agosti si incontrano al Conservatorio della Svizzera Italiana a Lugano, dove sono entrambi allievi del Master of Arts in Music Performance. Diventano amici dandosi rispettive lezioni di strumento: l’interesse nasce dal precedente triennio di studi in violoncello di Mario Strinati presso il Conservatorio B. Maderna di Cesena, e dalla passione di Matilde Agosti per il cantautorato italiano. Subito nasce una grande intesa, che in una serata a parlare di musica dà luce a questo progetto, ispirato dal comune amore per la letteratura e dalle suggestioni della poesia di Lorca.
CONCERTO
Matilde Agosti – violoncello
Mario Strinati – chitarra
Musiche: Joaquin Nin, Manuel De Falla, Leo Brouwer, Astor Piazzolla
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