- Questo evento è passato.

Due sorelle davanti a una porta. Non riescono ad aprirla, o forse non vogliono. Dietro alla porta il corpo del padre a cui dire addio. «Perché se n’è andato?» chiede Ninì alla sorella maggiore, «Basta Ninì, stai zitta». Ma questo è un giorno in cui le domande non possono più aspettare, ed è proprio nell’assurdità dell’attesa che arriva Oscar, il clown dei funerali. Lui è l’unico che riesce ad aprire e chiudere la porta. È lì per tirare su il morale in questo giorno difficile, è il suo lavoro. I giochi di Oscar fanno emergere verità scomode tenute ben nascoste da anni e il rapporto tra le sorelle si trasforma. Eppure, devono aspettare ancora, Oscar non può farle entrare, sono arrivate in ritardo, dice, dovranno tornare il giorno dopo. Questo però è un giorno in cui l’indugio non è contemplato. Forse anche Oscar nasconde qualcosa dietro alla porta, qualcosa che le riguarda profondamente, loro malgrado.
Concept: Giorgia Favoti | Drammaturgia e regia: Giorgia Favoti e Rocco Ancarola | Con: Gabriele Anzaldi, Giorgia Iolanda Barsotti, Nicoletta Nobile | Consulenza artistica: Rita Frongia | Consulenza scene e costumi: Marina Conti | Costruttore e supporto tecnico: Giovanni Di Capua | Audio: Gabriele Anzaldi | Foto e video: Masiar Pasquali | Produzione: Artisti Drama con FanniBanni’s | Con il sostegno di: SIAE nell’ambito del programma “Per chi crea” | Compositore e datore luci: Enrico Truffi
Elena Ciardella lavora con Teatro Era/Centro sperimentazione e ricerca teatrale, Branko Bresovec, Gian Maria Tosatti, Compagnia Teatro dell’Elce, George Viktor e Virgilio Sieni. La sua poesia e la sua musica rappresentano la distruzione dei tabù, un bipolarismo messo in parole e suono.
Imre Thormann, nato a Berna nel 1966, dopo un inizio sportivo che lo porta a diventare campione svizzero di Taekwondo nel 1984, si trasferisce a Tokyo nel 1990 dove studia per sette anni il Butō con Kazuo Ohno e parallelamente il Noguchi Taiso con Michizo Noguchi, approfondendo anche pratiche come la Alexander Technique. A partire dal 1993 crea e interpreta numerose performance solistiche presentate in Giappone, Europa e America, sviluppando un linguaggio personale che intreccia discipline orientali e occidentali. Tra le sue opere più conosciute vi sono Enduring Freedom, definita “il Butō dell’abisso” per la sua intensità fisica ed emotiva, e The False David, presentata in diversi contesti internazionali.
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