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13 Nov
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Il Gran Teatro della Pandemia

Seminario condotto da Marco De Marinis

Ore 14.30-16.30 - Seminario in diretta streaming

Il Gran Teatro della Pandemia

Seminario condotto da Marco De Marinis

Che cosa rimarrà dell’anno che si sta avviando alla conclusione? Non sappiamo ancora quel che ci riserveranno i due mesi abbondanti che restano ma possiamo già dire con certezza che sarà la pandemia da Covid-19 il dato che lo farà ricordare a lungo, un dato talmente imponente e condizionante da far passare in secondo piano ogni altro evento pur importante del 2020. Chi oggi si arrischi a parlare di politica, società, cultura o arte senza tenerne conto, anzi non partendo da esso, compirebbe una rimozione inutile e pericolosa, la quale in ogni caso andrebbe a invalidare a priori la correttezza o anche soltanto la plausibilità dell’analisi.
Ecco perché nel mio seminario quest’anno non parlerò di teatro, non direttamente almeno, anche se non potrò non dire la mia sulle difficoltà presenti e future di un’arte e di una pratica ovviamente minacciate più di altre dal persistere dell’emergenza pandemica. Come ho già fatto a caldo, curando fra l’altro un dossier su questo argomento per l’annale della rivista “Culture Teatrali” in uscita in questi giorni.
Del resto, come sempre nelle situazioni collettive eccezionali, in positivo o in negativo, anche in questo 2020 il teatro ha esondato abbondantemente dal suo alveo per così dire naturale, per altro sempre meno definito, invadendo ogni ambito e momento della vita pubblica. Mentre gli spazi teatrali deputati erano chiusi, e anche quando hanno cominciato faticosamente a ripartire, approfittando della buona stagione che permetteva di agire en plein air, lo spettacolo del Covid-19 è andato in scena ovunque senza sosta: una rappresentazione ininterrotta che ha rinverdito i fasti della debordiana “società dello spettacolo”, quella che di recente mi è accaduto di chiamare “performance della politica”, ma alla quale forse si addice meglio, sia pure sarcasticamente, la dizione barocca di Gran Teatro del Mondo. Politici, esperti, scienziati, tuttologi, intellettuali, artisti, semplici cittadini (quelli che anni fa chiamavamo la “ggente”, oggi diventati il “popolo del web”) sono stati gli “attori” di questo Gran Teatro della Pandemia, che ha toccato tutti i registri drammatici, anche se il grottesco e addirittura il farsesco sono risultati quelli prevalenti purtroppo, nonostante la gravità e in certo momenti la tragicità della situazione.
Ripercorrerlo brevemente, tenendo conto che comunque è ben lungi dall’essere terminato (sulla società dello spettacolo non cala mai il sipario, purtroppo), può servire a capire qualcosa di più circa i moventi dei suoi “attori” ma anche, più in generale, sulle patologie della psicologia collettiva e, in ultima istanza, sui misteriosi, sconcertanti abissi dell’animo umano.
I luoghi del Gran Teatro del Covid sono stati i più vari, dalle sedi istituzionali della politica ai giornali e alle televisioni, alle piazze e strade delle città, ai balconi delle case, ai siti nuovi e immateriali forniti dalla Rete. Stanno cominciando a uscire resoconti dei mesi scorsi e delle polemiche e dibattiti che li hanno caratterizzati. E chissà se troveremo anche noi un Manzoni che saprà fare sull’attuale pandemia quello che il grande milanese fece, a distanza di tanto tempo è vero, sulla peste del 1630, basandosi appunto sulle cronache dell’epoca. E non penso soltanto ai capitoli XXXI e XXXII dei Promessi sposi ma anche alla tanto meno nota e ammirata Storia della colonna infame.

Marco De Marinis insegna Storia del teatro e dello spettacolo nel Corso di Laurea DAMS dell’Università di Bologna. È membro dell’équipe scientifica dell’ISTA, International School of Theatre Anthropology, diretta da Eugenio Barba. Nel 1999 ha fondato la rivista «Culture Teatrali», giunta al numero 28, di cui è il direttore. Dal 2004 al 2017 è stato responsabile scientifico del Centro di promozione teatrale La Soffitta. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Il teatro dopo l’età d’oro. Novecento e oltre (Bulzoni 2013), Etienne Decroux and His Theatre Laboratory (Routledge 2015), Ripensare il Novecento teatrale. Paesaggi e spaesamenti (Bulzoni 2018).

Dettagli

Data:
13 Novembre
Ora:
14:30 - 16:30
Categorie Evento:
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