Si definisce […] un’altra prospettiva, quella cioè di lavorare al contempo anche su quella parte costitutiva di un processo artistico più legata alla cultura, all’immagine, la parte che definiamo letteraria. Essa diventa la materia per altre forme attraverso cui intraprendere un diverso percorso d’arte e di conoscenza, quello che passa attraverso l’altro corno del bivio, attraverso la parte maledetta.

(Clemente Tafuri, David Beronio, La parte maledetta, in Teatro Akropolis. Testimonianze ricerca azioni XI, pp. 121-122)

La parte maledetta. Viaggio ai confini del teatro, il nuovo progetto di Teatro Akropolis, prevede la realizzazione di un ciclo di film-documentari dedicati ad alcuni protagonisti dell’arte e della cultura che, percorrendo strade spesso molto distanti tra loro, sono arrivati a mettere in crisi l’idea stessa di scena e di performatività. Sono arrivati cioè a varcare quei confini oltre i quali perde significato il sistema delle distinzioni specialistiche delle varie discipline: la danza, il teatro, la filosofia, la letteratura si rivelano per quello che sono, una serie di rappresentazioni che attingono ad una comune domanda di senso.

La parte maledetta. Viaggio ai confini del teatro è una serie di ritratti d’autore, di racconti dedicati ad alcuni artisti, performer, filosofi, studiosi che, negli ultimi dieci anni, hanno condiviso con Teatro Akropolis un tratto del loro cammino.
Il progetto prende forma proprio in questo momento in cui il teatro è chiamato a proporre una prospettiva di lavoro parallela (ma non alternativa) alla produzione di lavori dal vivo. La proposta è quella di un’alternativa alla ripresa video della performance, è un progetto che raccoglie tutte le ramificazioni letterarie, poetiche e iconografiche che procedono dall’incontro e dal confronto dei protagonisti di ciascun film con la scena e con l’atto performativo.

I FILM DEL CICLO

PAOLA BIANCHI (46′)

Regia: Clemente Tafuri, David Beronio | Con: Paola Bianchi, Ivan Fantini | Fotografia e montaggio: Clemente Tafuri, David Beronio, Luca Donatiello, Alessandro Romi | Riprese e audio: Luca Donatiello, Alessandro Romi | Produzione: Teatro Akropolis, AkropolisLibri (2020)

Paola Bianchi è un film dedicato alla coreografa e danzatrice torinese attiva sulla scena della danza contemporanea a partire dalla fine degli anni Ottanta. Ripercorrendo alcuni suoi lavori per la scena e le numerose collaborazioni con musicisti, registi, teatri e festival, il film si addentra nel cuore della creazione coreografica, fino a disgregare l’apparato estetico della danza e dare una nuova e inedita immagine del corpo in scena. Paola Bianchi giunge a dissolvere l’elemento formale della danza approfondendo il rapporto con un’interiorità animale capace di sovvertire l’ordine e mettere in crisi le regole del teatro, approdando alle sperimentazioni più estreme della performatività.
Il film è interamente girato nella casa in cui Paola Bianchi vive insieme allo scrittore Ivan Fantini.

Paola Bianchi con i suoi spettacoli partecipa a festival nazionali e internazionali. È cofondatrice del collettivo c_a_p, compagine impegnata nella divulgazione della cultura della danza contemporanea. Conduce laboratori di ricerca coreografica, tiene lezioni teoriche presso diversi atenei italiani e ha curato la direzione artistica di rassegne e festival. Attenta alla teorizzazione delle pratiche corporee, nel 2014 scrive Corpo politico. Distopia del gesto, utopia del movimento, volume curato da Silvia Bottiroli e Silvia Parlagreco, pubblicato da Editoria & Spettacolo. Con il progetto ELP la sua indagine si focalizza sulla trasmissione/enazione della danza attraverso la parola descrittiva, un processo che sta generando una serie di performance e azioni coreografiche.

Immagini

MASSIMILIANO CIVICA (17′)

Regia: Clemente Tafuri, David Beronio | Testo: Massimiliano Civica | Voce: Bobo Rondelli | Musiche: Alessandro Cortini | Con l’amichevole partecipazione di: Enrico Borgo | Fotografia e montaggio: Clemente Tafuri, David Beronio, Luca Donatiello, Alessandro Romi | Riprese: Luca Donatiello, Alessandro Romi, Daniele Zampelli | Audio: Luca Donatiello, Alessandro Romi | Produzione: Teatro Akropolis, AkropolisLibri (2020)

Attraverso la lettura di uno scritto di Massimiliano Civica intorno all’arte e al teatro (nel film eseguita da Bobo Rondelli) vengono affrontati temi dell’arte teatrale e dell’arte più in generale, la relazione tra la realizzazione di un’opera e il suo pubblico, l’efficacia e il senso del lavoro teatrale in rapporto alle altre arti, la riproducibilità dell’opera d’arte e il rapporto tra essa e colui che la concepisce. L’opera è qualcosa di concluso e per questo la sua efficacia è andata perduta? È possibile frequentare un’esperienza creativa attingendo ai processi che l’hanno generata? L’opera appare come un pallido ricordo di ciò che l’ha ispirata?
Il film è stato interamente girato al Museo di Storia e Scienze naturali di Genova. La tassidermia diventa metafora del rapporto tra quanto nell’arte, e nella vita, può essere vissuto e quanto invece, proprio nel suo farsi, si perde.
Il testo che accompagna le immagini del film è dello stesso Civica, la voce è di Bobo Rondelli.

Massimiliano Civica è autore e regista teatrale, vincitore di tre premi Ubu. È stato codirettore artistico del Teatro della Tosse di Genova e ha insegnato Metodologia della critica dello spettacolo all’Università La Sapienza di Roma e Regia presso l’Accademia di Belle Arti di Genova. Dal 2018 è consulente artistico della direzione del Teatro Metastasio di Prato. Tra le sue regie ricordiamo Il mercante di Venezia (2008), Un sogno nella notte dell’estate (2010), Alcesti (2015), Un quaderno per l’inverno (2017), Belve (2018), Antigone (2019).

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